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	<title>Deborah Bianchi &#8211; Media Studies &#8211; Insieme per capire</title>
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	<description>Ente non profit per lo studio e la ricerca sui media</description>
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		<title>RayBan Stories. Perché avranno successo e perché servono i neurodiritti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah Bianchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Sep 2021 08:59:26 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Etica e tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://www.mstudies.it/wp-content/uploads/2021/09/controllo-mentale-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="Piccolo manichino che legge un libro sul controllo mentale" decoding="async" />I RayBan Stories, frutto della collaborazione di Facebook con Luxottica, saranno un successo perché seducono la nostra mente. Una foggia storica, vincente da decenni, icona nelle nostre menti dell’occhiale da sole per eccellenza.  Quando dobbiamo disegnare o pensare all’occhiale da sole arriva subito l’immagine dei RayBan. Tanto basterà, per spianare la strada alla tecnologia e ai secondary uses sui metadati prodotti dall’occhiale già re degli intelligence wereables.<br />
La privacy dei terzi? Esiste il vademecum fornito ad ogni acquirente sul corretto trattamento dei dati: non videoregistrare o fotografare negli ambulatori medici o in fila di fronte a un bancomat o nei luoghi di culto; evitare di condividere le immagini degli altri senza autorizzazione sulla app social abbinata agli occhiali Facebook View. Tutto in regola.<br />
Tutto in regola per il primo utilizzo dei dati ma per il secondo utilizzo o secondary use? Cosa farà Facebook con i metadati liberati dall’attività dell’utilizzatore degli occhiali?</p>
<p>&lt;p&gt;The post <a rel="nofollow" href="https://www.mstudies.it/2021/09/17/rayban-stories-perche-avranno-successo-e-perche-servono-i-neurodiritti/">RayBan Stories. Perché avranno successo e perché servono i neurodiritti</a> first appeared on <a rel="nofollow" href="https://www.mstudies.it">Media Studies - Insieme per capire</a>.&lt;/p&gt;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.mstudies.it/wp-content/uploads/2021/09/controllo-mentale-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="Piccolo manichino che legge un libro sul controllo mentale" decoding="async" />		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="2572" class="elementor elementor-2572">
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									<p><em>I RayBan Stories, frutto della collaborazione di Facebook con Luxottica, saranno un successo perché seducono la nostra mente. Una foggia storica, vincente da decenni, icona nelle nostre menti dell’occhiale da sole per eccellenza. Quando dobbiamo disegnare o pensare all’occhiale da sole arriva subito l’immagine dei RayBan. Tanto basterà, per spianare la strada alla tecnologia e ai secondary uses sui metadati prodotti dall’occhiale già re degli intelligence wereables.</em></p>								</div>
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									<h4><span style="color: #00a2dd;">Rayban Stories e privacy</span></h4><p>La privacy dei terzi? Esiste il vademecum fornito ad ogni acquirente sul corretto trattamento dei dati: non videoregistrare o fotografare negli ambulatori medici o in fila di fronte a un bancomat o nei luoghi di culto; evitare di condividere le immagini degli altri senza autorizzazione sulla app social abbinata agli occhiali Facebook View. Tutto in regola.</p><p> </p><h4><span style="color: #00a2dd;">Metadati e altre storie</span></h4><p>Tutto in regola per il primo utilizzo dei dati ma per il secondo utilizzo o secondary use?</p><p>Cosa farà Facebook con i metadati liberati dall’attività dell’utilizzatore degli occhiali?</p><p>Metadati come il tempo di registrazione, il numero di scatti, la durata media delle clip possono essere utilizzati – dichiara Facebook – per offrire “prodotti migliori e più personalizzati” ma questo cosa significa?</p><p>Appare una formula un po’ troppo generica per il nostro GDPR e comunque il sentore più preoccupante non è tanto la presumibile finalità di marketing ma una finalità assai più grave. La promozione della società della sorveglianza mediante lo studio delle nostre menti e la conseguente offerta seduttiva.</p><p>Ciò che deve preoccuparci maggiormente allora non è tanto la privacy dei terzi (che comunque è sacrosanta) ma piuttosto la privacy della mente dell’utilizzatore dell’occhiale. Si noti che l’accesso alla app Facebook View avviene con lo stesso account inerente al profilo registrato sul social network e quindi anche con la medesima Privacy Policy. Si noti altresì che tra le autorizzazioni richieste per la app vi è quella della geolocalizzazione. Salvo errori di comprensione o di informazione della scrivente, si potrebbe concludere che in merito al secondary use I metadati forniti dalla app Facebook View potrebbero essere corroborati da altre meta informazioni acquisite dall’uso del social network.</p><p>Così dal riutilizzo dei metadati liberato dall’attività di ciascuno degli utilizzatori, Facebook potrà scoprire che il nostro cervello reagisce con più scatti in una certa situazione piuttosto che in un’altra; che quando siamo in condizioni precarie (impossibilità di usare le mani) i tempi di concentrazione migliorano (tempo di registrazione); che la durata media delle clip degli utenti che si trovano in luoghi caldi (geolocalizzazione) è superiore rispetto a quella degli utenti che si trovano in luoghi freddi o viceversa; e chissà cos’altro.</p><p>Una volta scansionate le reazioni del cervello di tanti utenti dei RayBan Stories (fase del neuro-monitoraggio) si potrebbe passare alla fase della “neuro-riprogrammazione”. Poniamo che secondo gli algoritmi predittivi, una certa reazione (tanti scatti o maggiore durata registrazione eseguite dall’utente valutato dall’intelligenza artificiale quale utente più dotato) in una certa situazione possa ipoteticamente produrre una qualità migliore dell’esperienza vissuta in quel determinato momento. Pertanto questa predizione potrebbe suggerire, per il “bene” (???) dell’utente meno dotato, di riprogrammarne (brain writing) la mente tramite tecniche neuro-seduttive affinchè possa anche lui fruire in modo migliorativo della propria esperienza.</p><p>In questa storia (di pura fantasia dello scrivente autore) non esiste la tutela della privacy mentale contro l’invasività delle neurotecnologie. Ecco dunque emergere la necessità di lavorare in senso trasversale alla promozione dell’affermazione dei neuroditti come ulteriore baluardo della privacy e delle nostre vite.</p><p> </p>								</div>
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		<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://www.mstudies.it/wp-content/uploads/2023/12/Deborah-Bianchi-316.jpg" width="100"  height="100" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.mstudies.it/author/deborah-bianchi/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Deborah Bianchi</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Deborah Bianchi è avvocato in diritto dell’internet da 15 anni. Responsabile dello Sportello dei Diritti Digitali di OdG Toscana. E’ autore delle monografie cartacee: “Internet e il danno alla persona” Giappichelli 2012; “Danno e Internet. Persona, Impresa, Pubblica Amministrazione”, Edizioni Il Sole 24 Ore, 2013; “Difendersi da Internet”, Edizioni Il Sole 24 Ore, 2014, “Sinistri Internet. Responsabilità e risarcimento” Edizioni Giuffrè 2016. E’ autore di pubblicazioni collettanee cartacee per Giuffrè, Utet e Cedam. E’ relatrice in corsi di formazione e convegni.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div><div class="saboxplugin-socials "><a title="Facebook" target="_blank" href="https://www.facebook.com/deborah.bianchi.144" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-grey"><svg aria-hidden="true" class="sab-facebook" role="img" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 264 512"><path fill="currentColor" d="M76.7 512V283H0v-91h76.7v-71.7C76.7 42.4 124.3 0 193.8 0c33.3 0 61.9 2.5 70.2 3.6V85h-48.2c-37.8 0-45.1 18-45.1 44.3V192H256l-11.7 91h-73.6v229"></path></svg></span></a><a title="Phone" target="_blank" href="tel:055%2032%2015%20826" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-grey"><svg height="512" class="sab-phone" role="img" viewBox="0 0 512 512" width="512" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="m512.833707 108.630223c0-6.545455-1.212121-15.0909095-3.636363-25.6363641-2.424243-10.5454545-4.969697-18.8484848-7.636364-24.9090909-5.090909-12.1212121-19.878788-24.969697-44.363636-38.5454545-22.787879-12.36363641-45.333334-18.54545459-67.636364-18.54545459-6.545455 0-12.909091.42424242-19.090909 1.27272727s-13.151515 2.36363636-20.909091 4.54545455c-7.757576 2.18181818-13.515152 3.93939397-17.272727 5.27272727-3.757576 1.3333333-10.484849 3.8181818-20.181819 7.4545455-9.696969 3.6363636-15.636363 5.8181818-17.818181 6.5454545-23.757576 8.4848485-44.969697 18.5454545-63.636364 30.1818182-31.030303 19.1515151-63.090909 45.2727268-96.181818 78.3636368-33.090909 33.090909-59.2121214 65.151515-78.3636365 96.181818-11.6363637 18.666666-21.6969697 39.878788-30.1818182 63.636363-.7272727 2.181819-2.9090909 8.121212-6.5454546 17.818182-3.6363636 9.69697-6.1212121 16.424243-7.4545454 20.181818-1.3333333 3.757576-3.0909091 9.515152-5.27272729 17.272728-2.18181818 7.757575-3.69696969 14.727272-4.54545454 20.909091-.84848485 6.181818-1.27272727 12.545454-1.27272727 19.090909 0 22.30303 6.18181818 44.848484 18.5454545 67.636363 13.5757576 24.484849 26.4242425 39.272728 38.5454546 44.363637 6.060606 2.666666 14.3636364 5.212121 24.9090909 7.636363 10.5454545 2.424243 19.0909088 3.636364 25.6363638 3.636364 3.393939 0 5.939394-.363636 7.636363-1.090909 4.363637-1.454546 10.787879-10.666667 19.272728-27.636364 2.666666-4.60606 6.30303-11.151515 10.909091-19.636363 4.60606-8.484849 8.848484-16.181819 12.727272-23.09091 3.878788-6.90909 7.636364-13.393939 11.272728-19.454545.727272-.969697 2.848484-4 6.363636-9.090909s6.121212-9.393939 7.818182-12.909091 2.545454-6.969697 2.545454-10.363636c0-4.848485-3.454545-10.909091-10.363636-18.181819-6.909091-7.272727-14.424242-13.939393-22.545455-20-8.121212-6.060606-15.636363-12.484848-22.545454-19.272727s-10.363636-12.363636-10.363636-16.727273c0-2.181818.60606-4.90909 1.818181-8.181818 1.212122-3.272727 2.242425-5.757575 3.090909-7.454545.848485-1.69697 2.545455-4.606061 5.09091-8.727273 2.545454-4.121212 3.939393-6.424242 4.181818-6.909091 18.424242-33.212121 39.515151-61.69697 63.272727-85.454545 23.757576-23.757576 52.242424-44.848485 85.454545-63.272728.484849-.242424 2.787879-1.636363 6.909091-4.181818 4.121212-2.545454 7.030303-4.242424 8.727273-5.090909s4.181818-1.878788 7.454546-3.090909c3.272727-1.212121 6-1.818182 8.181818-1.818182 4.363636 0 9.939394 3.454546 16.727272 10.363637 6.787879 6.909091 13.212122 14.424242 19.272728 22.545454s12.727272 15.636364 20 22.545455c7.272727 6.909091 13.333333 10.363636 18.181818 10.363636 3.393939 0 6.848485-.848485 10.363636-2.545454 3.515152-1.69697 7.818182-4.303031 12.909091-7.818182 5.090909-3.515152 8.121212-5.636364 9.090909-6.363637 6.060606-3.636363 12.545455-7.393939 19.454546-11.272727s14.60606-8.121212 23.090909-12.727273c8.484848-4.60606 15.030303-8.242424 19.636363-10.909091 16.969697-8.484848 26.181819-14.90909 27.636364-19.272727.727273-1.69697 1.090909-4.242424 1.090909-7.636363z" /></svg></span></a></div></div></div><p>&lt;p&gt;The post <a rel="nofollow" href="https://www.mstudies.it/2021/09/17/rayban-stories-perche-avranno-successo-e-perche-servono-i-neurodiritti/">RayBan Stories. Perché avranno successo e perché servono i neurodiritti</a> first appeared on <a rel="nofollow" href="https://www.mstudies.it">Media Studies - Insieme per capire</a>.&lt;/p&gt;</p>
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